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Anzitutto mi inchino al cospetto di Hank Shermann, chitarrista storico dei mitici Mercyful Fate nonché mio grande idolo del passato, precisamente degli anni in cui la band di King Diamond si era impossessata della mia anima. Devo però ricordare a me stesso che in tutte le sue esperienza 'extra-Fate' Hank non ha mai impressionato troppo favorevolmente, il che spiega il mio iniziale scetticismo verso questo nuovo progetto musicale. Invece, pur non gridando al miracolo, posso respirare di sollievo e ammettere che “Demonstrous” è un lavoretto niente male, molto spinto nelle ritmiche e nel riffing, dove tutta la sapienza sulfurea di Shermann si manifesta sotto le insegne di un thrash metal a tratti arrembante, non troppo ricercato nelle strutture e (ovviamente) molto influenzato dalla scuola europea del metallo classico. Tale scelta sonora, nata probabilmente dall'intima esigenza di pestare più duro del solito, è stata ulteriormente rafforzata dai compagni d'avventura che lo affiancano in questa nuova esperienza, ovverosia quei Craig Locicero (Forbidden) e Mark Hernandez (Heathen, Forbidden) che chi ha bazzicato la scena thrash statunitense di qualche annetto fa certamente potrà ricordare. In realtà nessun brano ha catalizzato del tutto la mia attenzione (tranne forse l'incedere nervoso di “My Tongue”), ma è anche vero che nella sua piuttosto basica alternanza tra sfuriate e mid time l'esordio dei Demonica convince abbastanza. Certo, i fasti del passato sono molto lontani e il paragone con quanto fatto con i Mercyful Fate non è nemmeno lontanamente proponibile, però stavolta ci possiamo anche accontentare.
Dario Adile
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