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Nulla di nuovo all'orizzonte per i norvegesi Slagmaur: nel 2007 la casa discografica Black Hate ha deciso di ristampare il loro primo demo "Svin" trasformandolo in un full-length dalla brevissima durata (solo 27 minuti) limitandolo a 1000 copie (la precedente versione era addirittura limitata a 100 copie). Quest'anno (2009) la loro attuale casa discografica, la Osmose Productions, ha deciso di ri-ristamparlo nuovamente con un nuovo artwork. Gli Slagmaur godono di un sound piuttosto particolare, un black metal tetro e depressivo: il cantato è tipicamente depressive, distorto all'inverosimile e tenuto volutamente basso rispetto agli strumenti; il suono di questo album è tetro e opprimente, la batteria nonostante vada quasi sempre a ritmi sostenuti (di certo non in senso tecnico) svela dietro di se una estrema semplicità che non appesantisce il sound già di per se reso irrespirabile grazie ai desolanti scenari creati dalla tastiera che è l'assoluta protagonista del lavoro, accompagnata da riff di chitarra monotoni e agghiacciati. Gli Slagmaur possono vantare, rispetto a molti altri gruppi del genere, un loro sound personale ma, quello che manca, sono nuove idee da mettere in pratica: è inutile continuare a ristampare all'infinito un lavoro che ha, a mala pena, tre anni di vita (il demo uscì nel 2006), si spera che con il nuovo full-length di prossima uscita (non l'ennesima ristampa), i norvegesi ci mostreranno qualcosa di nuovo.
Federica Di Addezio
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