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Nell’ambito del dark/gothic rock più ortodosso non c’è granché da inventare. Le atmosfere malinconiche, le melodie struggenti, le strutture compositive: un po’ tutto si ripete uguale a sé stesso, e l’unica differenza è fatta dalla qualità delle hooklines. I The Eternal, pur sostanzialmente fedeli alla linea, provano comunque a non appiattirsi del tutto sul versante più commerciale del genere e così, pur disegnando linee vocali ultra-orecchiabili, nondimeno conservano qualcosa di estremo nei loro canoni espressivi: le chitarre distorte ci sono, spesso si fanno notare, ed anche il songwriting tenta di ritagliarsi un maggiore spazio di manovra, soprattutto quando i brani si prolungano oltre la durata canonica dei 3/4 minuti andando a lambire i confini con il prog più lato ed il doom meno soffocante. Volendo fare due nomi potremmo provare a paragonarli agli Him, che però quando vogliono mostrano maggiori capacità di composizione, od ai Katatonia, i quali però hanno chili e chili di talento in più. Senza dimenticare la presenza di un secondo cd di bonus (demo e remix), potremmo tranquillamente consigliare “Kartika” alle femminucce, mentre ai maschietti suggeriamo un ascolto prudente, visto che il lavoro rischia di risultare noiosetto, e però senza preconcetti, dato che c’è molto di peggio in giro. Tipo i To/Die/For.
Dario Adile
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