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Gruppo con una certa esperienza discografica sulle spalle, i Pantheist sono una band belga (in cui figurano membri di altre band, come gli Esoteric) dedita ad una interessante forma di doom metal. Alcuni parlano di funeral doom, ed anche se i ritmi sono tendenzialmente più elevati della media del genere, la definizione appare quanto mai appropriata. Gran parte dei cori inseriti nel disco sono infatti di chiara estrazione liturgica e sembrano provenire davvero dagli interni di una cattedrale (o da un minareto, visto che a volte fanno uso di sonorità esotiche, “Unknown Land” per esempio). La produzione non è granché, ma ciò non nasconde le grandi qualità del disco che, soprattutto nella prima metà, può vantare davvero una decisa multiformità, sotto ogni aspetto. Dal punto di vista vocale oltre ai già citati cori troviamo anche parti recitate, sussurrate e persino in growl; i ritmi, pur essendo sostanzialmente rallentati, non mancano di diverse accelerazioni; il lavoro di tastiera sa muoversi da arrangiamenti pianistici ad approcci sinfonico/orchestrali, quando non si rivolge direttamente al suono di organo tipico dei seventies (la bellissima “Dum Apiro Despero” è un vero monumento all'hard rock di una volta). La seconda metà del disco, più linearmente funeral doom, abbassa un po' la media qualitativa dell'album, senza peraltro negare la circostanza che “Journey Through Lands Unknown” é un disco non solo interessante, ma anche davvero avvincente.
Fulvio Adile
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