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L’incipit clonato dai Sigur Ros non faceva sperare niente di buono, ma il passare dei minuti è riuscito a farmi cambiare idea. “Boulevard Cinéma” non verrà certo additato come opera personale, aderendo devotamente alle formule ormai consolidate del più tradizionale dark rock mitteleuropeo. E’ però meritevole di attenzione, anche perchè contiene quattro tracce discretamente suonate, sebbene la registrazione non renda loro granché merito. Gian Vigo canta accentuando il lato teatrale delle sue declamazioni, la chitarra si dà un gran da fare in arpeggi, le tastiere di Carlo De Filippo non sbagliano un colpo, anche se impoveriscono molto gli arrangiamenti. La title-track è barocca e sognante, costruita a più strati, con dei chiari riferimenti ai Lacrimosa; “Stanley Kubrick” gode di un bel giro centrale con female vocals (l’eterea Simona Giusti), molto goth, cercando di sdoganarsi da ingombranti paragoni, malgrado l’ombra dei Kirlian Camera si allunghi comunque sui nostri; “Leitmotiv Zarathustra” è soltanto un preludio, anche se le tastierine Vaudeville si potevano evitare (o proporre meglio). I riferimenti ai grandi compositori contemporanei (Yann Tiersen, Danny Elfman) non mancano, accompagnati da qualche ingenuità che affiora di tanto in tanto. Devono ancora maturare e personalizzare il suono, gli Oniric, ma la sufficienza comunque se la meritano. (Contatti: info@oniricband.org)
Flavio Ignelzi
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