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Premettiamo subito una cosa: quale miglior modo di rendere omaggio al potere schizzato, anticonformista e frammentato del grind di una bella compilation? E questa “This Comp Kills Fascists Vol. 1” ha davvero tutte le carte in regola per allietare i palati più raffinati: si tratta di ben 51 brani per un totale di 14 gruppi che rappresentato la créme de la créme dell'attuale panorama grindcore/death. E, cosa ben più importante, si tratta di brani nuovi di zecca registrati per l'occasione! Mettere su il disco è un po' come fare zapping tra decine di canali tutti dedicati ai vostri cartoni animati preferiti, e l'effetto complessivo è veramente godurioso. A dire il vero l'inizio non fa gridare al miracolo, nonostante incontriamo i grind/stoners Agents Of Satan (si tratta delle prime registrazioni nuove da 10 anni a questa parte) ed i grinders Kill The Client (tra i pochi gruppi facili da rintracciare su internet): in particolare è il crust grind dei Weekend Nachos e degli Spoonful Of Vicodin (il gruppo preferito dal Dott. House) a fare sbadigliare un po'. Ci pensano i più ragionati Maruta ed i gutturalissimi Insect Warfare a rialzare la qualità della compilation di una buona spanna; e se con i tradizionalissimi Shitstorm un po' si rallenta (ma non in senso ritmico), i Man Will Destroy Himself (con il loro power raw punk tutt'altro che superficiale) ed i più noti Total Fucking Destruction (con tre dei loro migliori pezzi mai realizzati) ci fanno capire che tutto va per il verso migliore. I deathsters Chainsaw To The Face (sicuramente il nome migliore del lotto!) ed i marcissimi Magrudergrind non deludono le attese, quando ecco arrivare il pezzo forte: i primi 4 brani nuovi scritti dai Brutal Truth in dieci anni. E si fermano gli orologi: non è cambiato niente dall'epoca di “Sounds Of The Animal Kingdom”, e nonostante l'alta qualità dei gruppi ascoltati fino ad ora i Brutal Truth sono proprio di un altro pianeta per intensità, devastazione, personalità ed esecuzione. Non ce n'è davvero per nessuno, non esiste un altro gruppo al mondo capace di dire così tanto in così poco tempo (circa 5 minuti), e la scena post-math-core deve moltissimo a questi 4 ragazzi. Gli A.S.R.A. (il gruppo più death oriented della compilation) ci presentano 3 brani potenti, ragionati e non banali, ed hanno l'unica pecca di venire dopo i Brutal Truth, mentre un po' sottotono appaiono gli sguaiati Wasteoid. Alla fine questa uscita si rivela davvero un grande lavoro da parte del carismatico Scott Hull, e speriamo solo che segua presto il volume secondo...
Fulvio Adile
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