|
Con ben due elementi provenienti dai Technical Gods Spiral Architect, registrato nello studio del batterista degli stessi Spiral Architect Asgeir Mickelson, mixato da Neil Kernon, che con loro ha spesso collaborato ed uscito per la loro Casa Discografica, l’album di debutto dei norvegesi Twisted Into Form aveva il destino segnato fin dal suo esordio: ed infatti “Then Comes Affliction To Awaken The Dreamer” è un lavoro basato su un Metal dai confini labili che spazia senza problemi dal Progressive al Death Metal, mantenendo una pulizia di suono ed una classe artistica decisamente di altissimo livello. Inutile citare i soliti paragoni, in quanto i nostri ben si identificano in un gruppo di act dal forte impatto strumentistico ed emozionale e sviluppano la propria proposta nel solco di una tradizione ben radicata, fatta di musica che lega partiture complesse e derivanti da diversi ambiti musicali alla passione per la melodia e l’atmosfera dei brani. Lungi dall’essere una band commerciale, i Twisted Into Form si situano anzi in un settore ben poco propenso a sovraesporsi sul mercato ed anzi più attento a coltivare la propria passione che a seguire le regole del soldo facile. “Then Comes Affliction To Awaken The Dreamer” è quindi un lavoro non solo eseguito con una maestria veramente invidiabile, ma è anche un album carico di brani fortemente caratterizzati ed emozionali, un qualcosa che va ben oltre la semplice esibizione di capacità strumentali per incontrare da vicino le emozioni proprie e quelle di un pubblico affezionato e fedele. Cinque anni di studi e di evoluzione hanno portato i quattro artisti a partorire un album maturo e profondo in ogni sua espressione, che parte da un immaginario specifico per elaborarlo in qualcosa di personale e di ben caratterizzato. Come spesso succede in questi casi, la classe artistica dei componenti della band basta da sola a dare vita ad un progetto dai forti contenuti e dalla forma artistica superiore.
Giorgio Fogliata
|
|