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Quattro band per tre quarti d’ora di puro terrorismo sonoro. “Da Grind” è uno split a otto mani che ci presenta quattro band francesi veramente valide, autrici di sonorità estreme ben diverse le une dalle altre. Si parte alla grande con i Disaster, combo agguerrito autore di un Brutal Death Metal ossessivo e pesantissimo, nel quale la valida prova degli strumentisti e le indiscutibili doti in fase di song-writing riescono a sopperire al fatto di presentare una materia sempre uguale a se stessa: i brani dei Disaster, malgrado rientrino a pieno regime nei canoni del genere, godono di una freschezza compositiva e di una sana ed innocente voglia di fare fracasso che le eleva al di sopra della media del genere (http://disaster666.free.fr). Seguono gli Elysium, band dedita ad un Grind Core più tradizionalista, urlato ed aggressivo: per la verità i nostri non è che ci convincano più di tanto, compressi come sono in sonorità che non lasciano loro molto spazio di azione e di personalizzazione. I brani veloci ed urlati certo mettono in mostra buone capacità realizzative ed una profonda conoscenza del genere, ma non sono in grado di darci un metro per giudicare l’effettiva capacità del combo di creare un qualcosa di personale e quindi di attrattivo (deathnroll666@yahoo.fr). Ben diversi i successivi SickBag, autori di un misto fra Grind Core e Death Metal piuttosto interessante, giocato tutto sulla velocità e sulla violenza sonora, nel quale i nostri riescono a mescolare la violenza iconoclasta e selvaggia del Grind Core con la pesantezza distruttiva di un Death Metal condotto su mid-tempo pesanti ed oppressivi. Ciò che ne viene fuori per lo meno ci mostra una band conscia dei propri mezzi ed in grado di dire una parola personale nel genere (http://sickbag.free.fr). Infine i Desecrator, forse il nome più conosciuto del lotto, autori di canzoni piuttosto convincenti, giocate su riff bassissimi e su una registrazione che aumenta il senso di oppressione già creato dagli strumentisti, dando vita ad un Brutal Death Metal nichilista e disumanizzante, parecchio incline allo sviluppo di sonorità chiuse in poche variabili di espressione che rendono il suono cupo e molto poco rassicurante (http://desecrator.13.free.fr). Insomma, il dischetto ci propone comunque quattro band interessanti, certo chiuse entro limiti sonori ben delineabili ma in grado di dire la loro, almeno in questo ambito circoscritto. Aspettiamo le prove sulla lunga distanza per poter giudicare appieno il peso di ognuna di loro.
Giorgio Fogliata
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