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Meshuggah: ovvero follia. Ma anche riffs scanditi, controtempi, urla lancinanti. Sarebbe impossibile spiegare a parole l'influenza che il gruppo svedese ha esercitato sulla scena estrema od enumerare le bands che, più o meno direttamente, adesso vi si ispirano. C'è un solo modo per capire i Meshuggah, cioè ascoltarli, ascoltarli ed ascoltarli ancora. Dal thrash-core "masterofpuppetsiano" degli esordi fino all'indefinibile ossessiva mistura dell'ultimo "Chaosphere" i nostri ne hanno fatta di stra
da ed adesso, nell'attesa del nuovo imprevedibile disco, è giunto il momento di ripercorrere a grandi linee la loro carriera con questo "Rare Trax": si tratta di una raccolta eterogenea di rarità demos ed inediti, interessante proprio per il valore indiscutibile della band in questione. Si inizia con "War", un violentissimo brano inedito che sembra uscire da un disco dei SYL o dei Darkane tanto risulta dinamico e dal sapore tecnologico. Un ottimo inizio. A seguire troviamo tre brani di "Psykisk
Testbild", il loro demo del 1989: esclusa la prima cadenzata "Cadaverous Mastication", che ritroviamo anche in conclusione di "Contraddictions Collapse", si tratta di due brani mai sentiti prima. "Sovereigns Morbidity ", una dinamica mazzata degna dei Metallica che furono, e "Debt of Nature", rocciosa e pesante, in pieno Meshuggah-style degli esordi. Subito dopo ecco arrivare i due veri pezzi forti della raccolta: "By Emptyness Abducted"" e "Don't Speak", ossia due brani inediti che catturano l'
ossessiva bellezza e la trasversale violenza di dischi come "None" o "Destroy Erase Improve". Da riascoltare più e più volte. Poi è la volta di due ulteriori versioni demo di "Abnegating Cecity" e "Internal Evidence ", eccellenti brani di "Contraddictions Collapse", che in questa versione appaiono più grezzi ma per nulla meno efficaci. Si chiude con un remix di "Concatenation" (da "Chaosphere") che francamente non dice granchè e con "Ayahuasca Experience", un divertissement di inarrestabile foll
ia. Già così il materiale contenuto nel disco sarebbe sufficiente per attirare i fan più incalliti, ma per tutti i computer-dotati troviamo anche un'imperdibile sezione multimediale contenente 3 tracce video. A parte una versione dal vivo di "Elastic" ci vengono regalati due sprazzi di parodistica genialità: il videoclip di "New Millenium Cyanide Christ", uno dei più divertenti (e meno costosi) mai visti, ed una sequenza insensata di spezzoni della durata di dieci minuti che vi farà conoscere i
membri dei Meshuggah sotto una luce inaspettata e stupefacente. Unici, come sempre.
Dario Adile
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