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Live, Best Of, DVD, Bootleg e dischi di tributo: in qualsiasi periodo dell'anno, col solleone o col gelo (e con una decisa predilezione per i festivi), un nuovo disco targato "Iron Maiden" non manca mai dagli scaffali dei negozi. Se spesso si tratta di materiale superfluo e che lascia il tempo che trova, quanto meno in occasione di questa raccolta di cover la curiosità è solleticata dal novero dei partecipanti. Per non perdersi in una lista infinita, sarà sufficiente indicare i nomi più altisonanti e le principali band (passate o presenti) di provenienza: IRON MAIDEN (Paul Di'Anno), KISS, AC/DC, MOTÖRHEAD (Lemmy Kilmister, Mikkey Dee), ANTHRAX (Scott Ian, Frank Bello, John Bush), DIO, JUDAS PRIEST (Tim "Ripper" Owens), TESTAMENT (Alex Skolnick, Chuck Billy), TWISTED SISTER (Dee Snider), EXTREME (Nuno Bettencourt), WHITESNAKE, RAINBOW, DEEP PURPLE, SLAUGHTER, FOREIGNER, HELMET, DOKKEN (George Lynch), MSG (Michael Schenker), ALICE IN CHAINS (Mike Inez). Avete perduto i sensi o ci siete ancora? Per non rischiare l’overdose da aspettative sarà bene acquietare i bollenti spiriti: non si tratta del disco del millennio e nemmeno di un album di qualità impedibile; più che altro Bob Kulick, non nuovo ad esperimenti del genere, ci regala un gradevole passatempo ed un modo piacevole di soddisfare qualche curiosità: alcune assolutamente divertenti, come l’ugola “aggraziata” di Lemmy che si cimenta con “The Trooper”; altre un po’ deludenti, ad esempio l’inadatto Chuck Billy di “Fear Of The Dark”; alcune, infine, decisamente sorprendenti e di rilievo, come l’eccelso lavoro solista di mostri di bravura come George Lynch (“Wasted Years”), Nuno Bettencourt (“Aces High”) e Richie Kotzen (“2 Minutes to Midnight”). Nessun acuto e nessuno scatto di ingegno, solo versioni per lo più pedisseque: ciò nondimeno il successo del progetto, visti i destinatari e gli interpreti di tale omaggio, è garantito. Quale modo più facile e sicuro poteva scegliere la Restless Records per pubblicizzare il proprio rilancio?
Dario Adile
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