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Tra i tanti pregi che certamente si possono ascrivere alla Deep Elm Records, c’è senza dubbio quello di produrre musica di qualità. Il cd-sample “The New Crazy” (il sesto della serie) conferma fortemente questa considerazione. Riscoprire l’attuale catalogo dell’etichetta di Charlotte (North Carolina), si rivela anzi un processo fondamentale nel caso in cui si voglia ottenere una panoramica abbastanza esauriente e soddisfacente di quelle che sono le tendenze del rock indipendente americano (ed internazionale). Puntando l’attenzione su gruppi non troppo conosciuti, senza altisonanti teste di serie, e anteponendo sempre i meriti musicali all’immagine tout-court, questa compilation raccoglie gli umori di una scena in perenne fermento e per nulla sottomessa ai cliché di genere che il successo commerciale rischia in continuazione di cristallizzare. Clair De Lune, Settlefish, Eleven Minutes Away, Slowride, Sounds Like Violence, Latterman. Musica terribilmente stimolante e che tradisce le condizioni di turbamento interiore in cui è concepita, che tuttavia risulta in qualche modo radicata nel profondo e perfetta nello spiegarci un paio di cose su ciò che in maniera impropria ed allargata chiamiamo ‘indie-rock’ o ‘emo-core’, senza sapere (nessuno di noi lo sa) di cosa si tratta. Sicuramente è qualcosa che sta a metà tra l’incedere psichedelico alla The Flaming Lips (più sentimento) di Surrounded e le elucubrazioni acustiche e pianistiche dei Desert City Soundtrack, cioè un compendio pressoché sconfinato di inquietudine sonora che trova confortevoli asili in cose infinitamente distanti tra loro come l’alt-country, l’hardcore evoluto (Lock And Key) e certe cose post-rock alla Appleseed Cast, e (perché no) nelle forme di pop-punk, cocciuto ed indisponente, di Brandtson e Benton Falls. Tutto sommato una raccolta che riassume con cognizione di causa l’onestà intellettuale di un’etichetta apparentemente incorruttibile e sicuramente indispensabile nello scenario rock odierno, che per il prezzo simbolico di 99 centesimi (acquistabile solo via mailorder) regala letteralmente un po’ del suo meglio.
Flavio Ignelzi
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