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Musica industriale in tutti i suoi sottogeneri (elettronica, EBM, darkwave, aggro…): queste le coordinate offerteci dalla raccolta “Mind Ripper II”, seconda puntata dell’antologia curata dall’etichetta Van Richter Records, cui partecipano sei diverse band con due brani ciascuna. In rigido ordine di comparizione: i THE FAIR SEX aprono le danze con il loro ipnotico intreccio di invadenti loop e sprazzi di chitarra compressa, regalandoci anche una piccola sorpresa con la cover di "Children Of The Revolution” dei T-Rex di Marc Bolan, ovviamente filtrata attraverso la loro sensibilità elettro/dark; subito dopo è la volta dei GIRLS UNDER GLASS che con “Halloween” ci offrono la loro interpretazione di questo classico dell’horror-movie, una sorta di versione da dancefloor dei Goblin, mentre il secondo episodio estratto dalla loro discografia (”The Bitter End”) rivela un gusto quasi depechemodiano nel suo incedere gotico ed avvolgente. E’ poi il turno dei più duri e chitarrosi TESTIFY, che si segnalano per un mellifluo remix (ad opera dei DIE WARZAU), lugubre e leggermente prolisso, ed un decisamente più massiccio brano di furioso metallo industriale sulla scia dei Ministry, bellicosamente intitolato “The Seeds Of Wrath”, mentre subito dopo i PLASTIC NOISE EXPERIENCE decidono che è ora di tornare a muoversi con una coppia di brani, uno tratto dall’ultimo "Noised" e l’altro inedito, intrisi di classico minimalismo EBM di pregevole fattura. I canadesi DEATH & HORROR INC. rappresentano, dal canto loro, forse la migliore rivelazione del disco, grazie e due pezzi di elettro-goth marziale ed incalzante, benché anche i SIELWOLF non siano trascurabili e con il loro ossessivo martellare (“Korrosion”), od il loro approccio drone (“Nautilus #1“), dimostrino chiaramente il perché le loro sonorità sono state accostate a quelle di gente del calibro di Godflesh e Rammstein. Che siate metallari dalle ampie vedute o patiti dell’elettronica più violenta, qui ci potrebbe essere qualcosa per voi…
Dario Adile
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