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“Resurrection 2”, sorta di parata delle proposte disponibili in casa WTII Records, è una compilation interessante in quanto più della metà dei brani in essa contenuti sono versioni inedite. Il materiale, come sempre succede in questi casi, è piuttosto vario, ma la presenza di alcuni nomi già noti della scena, quali Trigger10d e Monstrum Sepsis, rende l’operazione appetibile per gli amanti di queste sonorità. Si parte allora con gli HMB, gruppo abbastanza conosciuto agli addetti ai lavori, che ci rendono una versione di “Metro” dei Berlin appiattita su un Synth Pop in verità non troppo originale, ma è già con i successivi Cut.Rate.Box che l’ambiente si scalda, grazie a suoni decisamente Dance ma anche acidi ed in odore di EBM. Gli Stromkern, anch’essi non nuovi agli operatori del settore, ci propongono una sorta di mix fra Dance e Rap riuscito solo fino ad un certo punto, almeno per il sottoscritto. La Floa Maldita è una new-entry già in grado di dire la sua grazie ad un Synth Pop in salsa Dance-Trance abbastanza coinvolgente e supportato da una meravigliosa voce femminile. State Of The Union: molto più minimali degli act precedenti, i nostri si calano in una dimensione decisamente Dance-Trance per un brano che presenta sicuri collegamenti con la Dance di ottantiana memoria. I Trigger10d ci avevano già ben impressionato con produzioni precedenti, ed infatti il brano proposto non fa che confermare le indicazioni positive emerse in passato, grazie a sonorità languide e dilatate che in certi frangenti ricordano gli Everything But The Girl. Beborn Beton già dal nome promette minimalismo sonoro e ritmi martellanti, ed infatti ciò è esattamente ciò che ci rende: ottimi. Con Deceptio Mentis torniamo a suoni più legati alla tradizione danzereccia e Synth Pop per un brano discreto ma niente più. I Monstrum Sepsis sono forse le stelle di questa compilation, con la loro Elettronica spiazzante e molto intelligente, fatta di sonorità stranianti che, se non fosse per il contesto, si potrebbero anche in certa misura avvicinare a qualcosa del Dark Ambient meno ossessivo e disumanizzato: bravi davvero. Anche PTI segue la linea di una Dance Elettronica molto poco commerciale e più adatta a Rave party che a discoteche: un nome da tenere a mente. Infine Regenerator, per chiudere con un Synth Pop piuttosto picchiato e che volge lo sguardo a certa Dance-Trance meno impegnata. In definitiva, in questa “Resurrection 2” c’è materiale un po’ per tutti i gusti: alcuni nomi da tenere d’occhio sono saltati fuori, come già successe con la prima “Resurrection”, che lanciò pesi massimi del calibro di In Strict Confidence. Non ci resta quindi che attendere le conferme sulla lunga distanza.
Giorgio Fogliata
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