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Demian Cristiani come Mike Patton, verrebbe da affermare. L’astruso progetto “Demian K e le Linee Aeree del Terrore” esordisce con un mini di quattro tracce (più intro fantozziana) in cui vengono mescolati in maniera irriverente noise, elettronica, blues, folk e rock demenziale. Un crossover totale per l’ex bassista dei Novembre (ai tempi di “Novembrine Waltz”), sia compositivamente che musicalmente quasi ineccepibile, tanto che gli slanci parodistici/ironici/canzonatori (sottolineati anche dal divertente artwork fumettistico) riescono a non soffocare gli intenti sperimentali, supportati come sono da tecnica strumentale (il sax di Gabriele Mengoli, le percussioni di Petko Kulekov) e da notevole spessore musicale. Citazioni e rimandi d’ordinanza (Fantomas, John Zorn, Elio e le Storie Tese, un bel po’ di musica popolare nostrana ed internazionale) si confondono in strutture asservite ai fabbisogni della follia compositiva e (qualche volta) del non-sense, riuscendo ad accendere più di una risata (anche fragorosa) e a far riflettere. “Premiata Macelleria Cristiani” la traccia più efficace attraversata com’è da un florido rigagnolo di insolente humour nero, “Turbofolk Cocktail” la più complessa e ricca di riferimenti musicali eterogenei. Il polistrumentista romano (chitarra, basso, programming e vocals) dà libero sfogo a tutti i suoi deliri e a tutti i suoi fantasmi musicali, senza esplicitare alcun timore reverenziale. Resta il solito (unico) problema: riesce, un lavoro come questo, per quanto illuminato dalla sacra fiamma dell’ispirazione, a resistere per un numero sensato di ascolti? (Contatti: demian_k@yahoo.it)
Flavio Ignelzi
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