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“Che s’ha da fa’ pe’ campa’”, diceva il polipo nella tinozza… “I Fiori Del Male” è un’ottima idea promozionale realizzata dall’intraprendente Il Male Production che, con l’apporto economico delle band aderenti al progetto, ha realizzato questa valida compilation con lo scopo di far conoscere le band stesse nel circuito dei locali e trovare così occasioni di promozione, soprattutto on stage. E allora, a parte la lodevole iniziativa, siamo davvero a questi livelli in Italia, che una band debba pagare per poter suonare? Bah… A parte il contesto dell’operazione, il dischetto vale sicuramente la pena, perché ci presenta quindici band, note e meno note, provenienti da tutto lo stivale e oltre, che propongono generi diversi ma che sono accomunate dalla grande passione per la musica e per quello che fanno. E allora ecco i protagonisti della raccolta in rigoroso ordine di apparizione. Malnàtt: il loro ottimo Swine Black Metal non ha bisogno di presentazioni, sempre ricco di influenze Folk e di idee fuori dai solchi. Seguono i Tod, altro gruppo che non ha bisogno di presentazioni e che ci propone un Black Metal evocativo ed epico di forte impatto. I Conspectu Mortis vengono da Bologna e suonano un Symphonic Black Metal ancora un po’ caotico ma segnato da forti influenze Death Metal. Ed ecco i Thodde, altro gruppo ben conosciuto dedito ad un Black Metal intessuto da inserti Folk che potrebbe ricordare certe cose degli ultimi Emperor. Legion Of Darkness: arriva da Palermo questa band il cui suono ricorda i primi lavori degli Enslaved, niente male, anche se manca ancora il tocco originale. Gli extracomunitari Amphitrium (eh, eh…vengono dalla Svizzera) propongono un buon Death/Black Metal maturo e ben suonato. I torinesi Cold Void ricordano da vicino i Limbonic Art, e basta questo per farli apprezzare. Gli Hesperia hanno una visione tutta loro del mondo, che si esprime in una sorta di Black Metal parecchio confuso per colpa di un utilizzo ancora non maturo dei campionamenti. Ottimi i Mors Tua, epigono italiani degli immensi Finntroll per la caratteristica di mescolare musica folkloristica da festa paesana e Black Metal. Con il Power Metal dei Dream Steel andiamo fuori dalle coordinate della raccolta: a metà strada fra vecchi Helloween e Falconer, giudicate voi. I Cold Corrosion sono belli legati alla vecchia scena Death Metal svedese ed al riffing Thrash Metal, risultando trascinanti ma fuori tempo. Troppo scarsa la registrazione del pezzo dei Dysthymia per dare un giudizio valido sul loro Brutal Death Metal, che comunque per ora si muove su coordinate troppo scontate. I Rainnoise non ci stupiscono più di tanto, in quanto avevamo già avuto modo di apprezzare a livello di demo le loro divagazioni Death/Thrash Metal suonate alla grande. Arrivano i No Eyes To Cry, gruppo che cerca di fondere sonorità Hard Core e post-Punk, forse sulla scia della grande produzione italiana del passato: il risultato per ora è solo nella norma, anche per colpa di una produzione troppo leggera. Infine i Lifend, con una proposta di Death Metal evoluto, condito con divagazioni elettroniche e voce femminile che ricorda molte cose dei Samael: proposta un po’ scontata, ma non priva di interessanti sviluppi. Insomma, il gioco vale decisamente la candela, in quanto tutti i gruppi proposti si disimpegnano con classe e capacità, o per lo meno con una grande volontà di fare bene: c’è solo da sperare che il ritorno di questa scommessa ripaghi ampiamente degli sforzi profusi.
Giorgio Fogliata
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