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Tirare una linea retta, fare il punto di ciò che si è ottenuto e ripartire da capo. Questo sembra essere l’obiettivo di “I”, lungo brano di oltre 20 minuti di durata nel quale i Meshuggah, per la prima volta, non si rivolgono al futuro ma si girano a guardare il loro (ineguagliabile) passato. Le caratteristiche peculiari di “Destroy Erase Improve” “Chaosphere” e “Nothing” vengono equamente mescolate a riassumere un decennio di estremismo sonoro senza limiti: controtempi, urla devastanti, divagazioni lisergiche e ritmi ossessivi, praticamente tutti gli elementi che hanno reso i Meshuggah la migliore band dell’ultimo decennio vengono sintetizzati e sublimati. Facile prevedere che con il prossimo disco ricominceranno il loro viaggio verso l’ignoto, quello che li ha portati dove mai nessun uomo è stato prima, ma per intanto godiamoci questo “I”. Provate ad ascoltarne solo i primi 90 secondi: quante altre band avrebbero il coraggio di fare altrettanto?
Dario Adile
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