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La finlandese Lion Music Records, etichetta specializzata in progressive metal, power/speed e hard rock, ci offre un
corposo estratto dal suo interessante catalogo: quattordici band per quattordici brani che si muovono tutte nei generi
sopra elencati. Impossibile dare un giudizio ad una compilation che appare essere esplicitamente dimostrativa, così come
inammissibile basarsi su di una singola canzone per giudicare l'operato di un gruppo. Tutte le tracce sono già edite,
alcune in dischi-tributo (in particolare, uno a Richie Blackmore e uno a Uli Jon Roth), le altre negli album delle
rispettive band. Gradevoli gli olandesi Sun Caged, con una pianistica "Hollow" inspirata a Symphony X e Dream Theater.
Delicati e intimisti i Condition Red, con una "It's Not Too Late" addolcita dalla voce della affascinante Ella Grussner,
accompagnata da gente del calibro di Alex Masi, Lars Eric Mattsson, Gerald Kloos e Alexander King (una sorta di
supergruppo, in parole povere). Molto più orientata al tecnicismo ipercinetico la proposta dei Section A (con "The
Seventh Sign"), per un'altra riunione di assi indiscussi degli strumenti: Torben Enevoldsen e Andy Engberg (Lion's
Share), Andreas Lill (Vanden Plas), Derek Sherinian e Gunter Werno (Vanden Plas). Con gli svedesi Winterlong e con i
Reign Of Terror di Joe Stump ci spostiamo nei territori del guitar-hero Malmsteen: nel primo caso l'ennesima rassegna
di campioni del virtuosismo (i batteristi Anders Johansson già con gli Hammerfall e Andreas Lill dei Vanden Plas, nonché
il cantante Mikael Holm) ci offrono una composizione ("Twisting My Tail") dai marcati sapori epico-etnici; nel secondo
caso ("Mark Of The Devil") siamo in ambito più strettamente power, anche se comunque dal retrogusto scandinavo. Gli
Empire alleggeriscono la tensione con il loro hard-rock indirizzato all'AOR, traboccante com'è di melodie e coretti
sdolcinati, mentre le esibizioni strumentali di Marcel Coenen (chitarrista dei Sun Caged) e del trio Ferrigno/Leal/Kuprij
appaiono soltanto delle prove di bravura un po' troppo fini a sé stesse. In definitiva una raccolta certamente variegata,
in qualità e proposta, che offre ai gruppi della Lion Music la possibilità di una vetrina indirizzata agli addetti ai
lavori e non al pubblico vero e proprio.
Flavio Ignelzi
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