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E così arriviamo al quinto appuntamento con "Contaminated", la compilation della Relapse che presenta una lunga e davvero
esauriente rassegna (ben 45 brani di altrettanti gruppi su due CD) della fondamentale etichetta americana. Così come l'inglese
Earache sul finire degli anni ottanta, la Relapse è emersa da diversi anni a questa parte come etichetta di frontiera,
sempre attenta a ciò che di nuovo il panorama estremo sa offrire: e così che troviamo nomi oramai di punta della scena
underground come i Neurosis e la loro "The Tide", tratto da quel "A Sun that Never Sets" che li ha consacrati come alfieri
incontrastati del post core. Sempre nell'ambito dello stesso genere, ma con tutt'altra sensibilità troviamo i Dillinger
Escape Plan, col loro hardcore evoluto, violentissimo e frammentario: pochi gruppi come loro hanno saputo aprire una breccia
ed influenzare altri gruppi...nell'ambito della stessa compilation, oltre ad esempio ai Dysrhythmia ed ai The End
non possiamo non menzionare, su di un versante più metalloso, bands come i Burnt by the Sun ed i Mastodon: ottimi esempi
del metallo estremo che si ripiega su sè stesso, si riplasma, assorbe elementi da altri generi e ritorna come nuovo e pure
più sporco ed estremo di prima. Stessa genia ma su di un lido ancora più estremo e caliginoso troviamo i Today is the Day
di Steve Austin che, col loro metal sperimentale e crudo, disperato come un nero abisso, stanno davvero emergendo dallo
stretto status di gruppo underground. Ma non mancano gruppi di death metal tradizionale, e come dimenticarci dei Nile,
assieme ai Neurosis assoluti top seller e veri rivoluzionari del metallo alla Morbid Angel? Qua troviamo uno dei pezzi più
melodici e raffinati, una doomy "Sarcophagus" che vi porterà dritti nella tomba. Se ancora i Cephalic Carnage mostrano
una forma di death metal aggiornatissimo ma fedele alle radici, i Dying Fetus, Exhumed, Origin e Gorerotted mostrano come
sia ancora possibilissimo
suonare ottima musica in un ambito così "scontato". Il grosso ovviamente è costituito da gruppi grind/death/core come
i fondamentali svedesi Nasum, qui presenti con una buonissima anticipazione del loro prossimo disco: loro suonano una
versione apocalittica ed aggiornata del vecchio devastante grind alla "From Enlavement to Obliteration" dei Napalm Death,
fondamentali. Ma ancora Uphill Battle, Pig Destroyer, Regurgitate, Hemdale, tutti ottimi gruppi di una vera e propria
New Wave del grind, mentre altrettanto famosi (ma secondo il sottoscritto meno rilevanti) sono Mortician e Blood Duster.
Un pò ai margini ma tutt'altro che trascurabile abbiamo lo stoner, talora storico come quello dei Pentagram, talora roccioso
come quello degli Alabama Thunderpussy oppure lisergico e psichedelico come quello dei Bongzilla (ricordate gli Electric
Wizard?); più vicino al metal classico, ma sostanzialmente indecifrabile, quello degli High on Fire. Anche il punk-core
tradizionale è presente, e penso agli stravolti Contrastic, ai Disfear di Thomas "Crustompa" Lindberg, ai connazionali Genocide
Superstars...Mentre quasi fuori contesto, ma non meno interessante, la placida melodia per violino e piano dei delicati
Amber Asylum, o l'elettrica sensibilità a metà strada tra l'emocore ed il gothic dei Daylight Dies. Ultima segnalazione
per la presenza di ristampe storiche come i fondamentali deathster Suffocation, i punkettari Broken Bones od i Repulsion:
praticamente le radici di tutto ciò che di buono troverete qui. Da non perdere.
Fulvio Adile
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