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Opera imponente questa della nostrana Code666, etichetta giovane ma estremamente aggressiva, che nel giro di poco tempo è
riuscita a mettere insieme un roster di tutto rispetto, comprendente alcune delle realtà più interessanti del panorama
Metal presenti non solo sul suolo italico. Questa compilation su due cd raccoglie ora brani di tutte le band che essa
tiene sotto contratto, al fine di fare una panoramica, e forse di tirare un po' le somme di questi primi anni di attività.
Void Of Silence, Thee Maldoror Kollective ed Aborym sono sicuramente le punte di diamante della Code666, tre band
aggressive oltre ogni immaginazione, che hanno sviluppato un sound personale ed estremamente innovativo. E' questo il
terreno preferito sul quale si muovono i talent scout della Code666, che hanno riunito attorno a sé la crema artistica a
cui probabilmente dobbiamo l'intuizione che ha portato alla nascita di un nuovo modo di intendere il Black Metal. Accanto
a loro si situa la stella nascente dei rumeni Negura Bunget, una band che stupirà non pochi con il suo album di esordio,
fuori fra non molto, e la stella già affermata dei grandiosi Ephel Duath, che ripropongono le loro sperimentazioni a metà
fra il Black Metal e l'elettronica. Sulla stessa scia sperimentale si situano anche i Diabolicum, band all'inizio ma dal
futuro roseo. Essendo una compilation molto lunga ed essendo i gruppi proposti molto diversi fra loro, c'era il rischio
che il tutto risultasse un po' disomogeneo, ed in effetti sentire brani come quelli proposti da Rakoth, Atrox ed Enid,
per fare degli esempi, mischiati alle sassate delle band sopra citate non rende molta giustizia ad un lavoro che vede però
questa disomogeneità come l'unico difetto riscontrabile. Rakoth ed Enid si richiamano a tematiche fantastiche e suonano
nel solco di un certo Power Metal evoluto, mentre gli Atrox, come del resto gli Aghora, giocano un po' a fare il verso a
band, come the Gathering, che prevedono la presenza di una cantante fortemente carismatica che catalizzi attorno a sé
tutto il song-writing. Rimangono i Bloodshed e gli Unmoored, autori i primi di divagazioni sul tema Death Metal furioso
ma troppo spesso canonico ed i secondi di un misto elegiaco e sulfureo piuttosto difficile da digerire; spazio poi ai
nostrani Handful of Hate con il loro Black Metal dalle basi sinfoniche, ed agli Abortus, impegnati in una convincente
forma di rozzo Hard Core primordiale. Non riesco a catalogare la nuova incarnazione dei Manes, un tempo alfieri del Black
Metal più intransigente ed oggi autori della prova a mio avviso meno convincente dell'intero lotto, anche se il brano è
solo una pre-produzione, cosa che fa sperare che alla fine il tutto risulti decisamente migliore sull'album. I brani della
compilation sono quasi tutti inediti o rimasterizzati e, oltre a questo, grande valore alla stessa da la nutritissima
sezione di bonus multimediali, che comprende fra l'altro un intero live act degli Aghora, oltre a un video dei Negura
Bunget, foto ed informazioni sulla label e sulle band. Un prodotto decisamente importante che ci presenta una manciata di
band veramente notevoli a disposizione di un'etichetta fermamente proiettata nel futuro.
Giorgio Fogliata
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