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Ossessivo. Parossistico. Ondeggiare di controtempi e digrignare di denti. Rimbalzare di distorsione e pulsare di basso e
scattare di batteria. 8 corde di chitarra che si piegano ad oscuri voleri, onda d'urto che si abbatte e solleva.
Acciaio gommoso rotola, travolge; lento, inarrestabile. 10 brani (brani? canzoni?!?!) che diventano una sola. 10, 100,
1000 riff (riff?!?) che diventano uno solo. Note che si fanno metallo. (---) Scientemente lento, greve, pachidermico;
dichiaratamente ostile. Studiata casualità avvolge e stritola, tra sinuose spire, uno scheletro d'acciao ("Straws
Pulled at Random"). Aggressività razionale, controllata e mugghiante, striscia cadenzata, si contorce all'improvviso
("Rational Gaze"). Tensione spasmodica, quiete frammentata e cinica, prepara la tempesta ("Spasm"). Follia lucida e
convulsa, rimbomba sorda ed indifferente ("Stengah"). (---) Ha la forma di un disco. "Nothing", niente. Oppure tutto.
Troppo pesante, troppo involuto, troppo autoreferenziale. Nessuno scampolo di luce ad illuminare (un'umida oscurità
che avvolge). Nessun appiglio cui aggrapparsi (una liscia parete, concava lucida e scivolosa). Nessun sentiero a
guidarci (ostacoli simmetrici e geometrici, dappertutto). Siamo soli: noi e loro. Siamo soli: lui (un'oggetto, eppure vivo,
senziente) ci viene incontro, inarrestabile. (---) Siamo solo essere umani: impossibile capire, impossibile
giudicare. (---) Meshuggah.
Dario Adile
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